Differenze tra la Cannabis Light e la Cannabis terapeutica : facciamo chiarezza

La Cannabis light e la Cannabis medica, sono la stessa cosa?

Quando si parla di cannabis, spesso viene fatta molto confusione. Il termine cannabis è un nome diverso che va ad indicare la canapa, una pianta ricca di utilizzi che è stata utilizzata anche come medicina fin dagli albori della cività umana, grazie alle sue innumerevoli proprietà medicamentose.

La canapa è originaria della regione dell’Hindu Kush, dove veniva chiamata vijaya o ganjika, col passare del tempo e sopratutto in base al suoutilizzo, si è andati a dargli nomi sempre più variegati che possono generare anche confusione.

Generalmente con cannabis si identifica principalmente le piante, infiorescenze e derivati che però possono avere una composizione ed uso leggermente diverse, per questo la cannabis terapeutica è molto diversa dalla cannabis light.

Entrambe le due tipologie portano benefici ed effetti curativi, mentre la teraupetica è mirata per un uso medicinale e quindi soggetta a determinate metodologie, quella light porta un benessere generale ed aiuta ad alleviare determinate patologie, il CBD è ancora in via di studio.

La differenza principale è dovuta alle percentuali di cannabinoidi contenuti nelle diverse infiorescenze, la cannabis terapeutica ha un elevata quantità di THC ed anche di CBD, viceversa la cannabis light ha una quantità più leggera, di queste sostanze, in particolar modo del tetraidrocannabinolo.

Cos’è la Cannabis Terapeutica

La cannabis per uso medicale, ha percentuali di THC che si aggirano tra il 5% ed il 22%, si tratta di un tipo di infiorescenze e derivati che provocano effetti psicotropi, dovuta all’azione del tetraidrocannabinolo. Ovviamente questo genere di cannabis non è droga, poichè la produzione, distribuzione ed uso è attentamente controllata, seguendo le procedure europee in materia di medicinali.

In Italia, la produzione è esclusivamente fatta presso lo stabilmento chimico farmaceutico militare di Firenze.

Le varietà utilizzate sono solamente 2: la FM2, che contiene dal 5% all’8% di THC ed una quantità molto discreta di CBD, circa il 12% e la FM1 che invece ha una quantità di THC che va dal 13 al 20% e quella di CBD minore all’1%.

La cannabis ad uso terapeutico, è disponibile nelle farmacie, può essere comprata solamente dietro prescrizione medica e viene principalmente usata per :

  • Trattamento dolore associato alla sclerosi multipla
  • Contrastare effetti della Chemioterapia
  • Contrastare effetti della Radioterapia
  • Contrastare effetti delle Terapie dell’HIV
  • Trattamento per il dolore cronico
  • Stimolatore di appetito per anoressia

Definiamo cos’è la Cannabis light

Con cannabis light, ci si riferisce a tutte quelle infiorescenze regolamente dalla legge 242/2016. Piante di cannabis della specie Sativa, i cui semi sono certificati e provengono da varietà genetiche specifiche e regolamentate da normative europee, iscritte quindi in Registro Europeo specifico.

Le varietà totali sono 68, le più famose sono:

  • Carmagnola
  • Kompolti
  • Eletta Campana
  • Finola
  • Delta 405
  • Dioica 88
  • Futura 75
  • Silvana
  • Villanova

Per cui, quando si parla di cannabis light ci si riferisce alle infiorescenze femmnili e derivati, di varietà, selezionate per il loro basso contenuto di THC e ricchezza di CBD.

Il CBD è una sostanza benefica che non ha effetti psicoattivi, anzi contrasta gli effetti tipici del THC, Il nome “light” infatti, vuol proprio indicare la presenza minima di tale sotanza, è quindi adatta a relax ed effetti benefici sul corpo ed organismo ancora non del tutto studiati.

A differenza della cannabis terapeutica, la Light non ha, purtroppo, una disciplinare nè metodi regolamentati di produzione, la coltivazione e rivendita può potenzialmente esser fatta da un’azienda privata, a patto che si utilizzi semi certificati e la quantità THC non risulti superiore a 0.2% con una tolleranza che arriva allo 0.6%, in sintesi non deve risultare un prodotto stupefacente.

La canapa light non si acquista in farmacia, ma nei negozi specializzati, sia fisici che online, ed è un prodotto rivolto alle sole persone maggiorenni.

Marijuana

Il termine marijuana è nato per indicare la canapa “indiana” cioè quella destinata al cosumo come sostanza stupefacente, purtroppo questo termine è stato ampiamente utilizzato durante le campagne mediatiche scandalistiche, promosse negli USA negli anni 30, che portarono al bando della canapa sia la specie sativa sia quella indica, il famoso marijuana tax act.

Oggi purtroppo c’è ancora poca apertura e cultura, per cui la parola marijuana viene spesso usata ad indicare in modo dispregiativo e generico, le infiorescenze essiccate e conciate, che vengono in qualche modo assunte: non solo bruciate ma anche disciolte nei lipidi.

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