Coltivare la Canapa con l’Agricoltura Rigenerativa

Il metodo di coltivazione eco-compatibile che contrasta il cambiamento climatico

L’agricoltura rigenerativa, è un abbinamento di sagge pratiche agricole e moderne conoscenze, con il focus di arricchire il suolo in modo del tutto naturale e permette di coltivare sfruttando la naturale sinergia delle piante con gli elementi della microvita del suolo, abbandonando del tutto l’idea di voler dominare e controllare la natura.

L’agricoltura rigenerativa si pone ad un livello superiore rispetto all’agricoltura sostenibile, poiché genera effetti risananti sull’ambiente e migliora nel tempo anche la resa e la qualità delle piantagioni

L’obiettivo principale è quello di rigenerare il suoli, senza quindi mai impoverirlo e inquinarlo, come invece avviene quando si applica un’agricoltura intensiva molto aggressiva, con l’uso di fertilizzanti, agrofarmaci e forte movimentazione dei terreni.

Le tecniche agricole adottate, rivitalizzano il suolo tanto da migliorarne la fertilità raccolto dopo raccolto, lavorando quindi su: minerali, parte organica e microbiologia.

Per riuscire in questo si deve sempre permettere la riattivazione dei cicli naturali, attraverso l’insieme di tecniche agricole antiche e moderne, che vengono riprese anche dall’agricoltura biodinamica e quella sinergica.

Il docu-film Kiss the Ground disponibile su netflix, parla appunto dell’agricoltura rigenerativa, portando prove scientifiche e testimonianze di coltivatori, facendo ben intendere che la vera lotta al cambiamento climatico passa dall’agricoltura, dal modo in cui si coltiva, andando a rigenerare il suolo senza impoverirlo, facendo diventare l’agricoltore il custode dell’eco-sistema naturale in cui produce.

Coltivare la cannabis con agricoltura rigenerativa

Siamo tra i primi pionieri in Italia, che hanno scelto di coltivare la cannabis utilizzando le conoscenze legate a questo approccio di coltivazione eco-compatibile ad impatto positivo sull’ambiente, per questo cerchiamo di autoprodurre il più possibile:

agricoltura rigenerativa cannabis
Supersoil autoprodotto
  • Autoproduciamo il supersoil con minerali, ammendanti secchi, inoculi di batteri benefici e micorizze con aggiunta di compost fatto da noi.
  • Nessun pesticida ma macerati di erbe autoprodotti ed olio di neem.
  • Nessun erbicida, utilizziamo una pacciamtura di paglia e piantiamo erbe benefiche che crescono in sinergia con la canapa.
  • Nessun uso di regolatori di PH, ma utilizziamo aqua pura di una falda acquifera di origine vulcanica.
  • Nessuna fertirrigazione, ma Compost kelp Tea.

La Canapa è una pianta che se coltivata con metodi biologici/biodinamici porta numerosi benefici in termini di resa dal punto di vista delle infiorescenze, ma sopratutto in qualità dei terpeni e dei cannabinoidi.

Il settore della cannabis è in espansione, così come il suo potenziale carico inquinante. La coltivazione di cannabis su larga scala provoca un notevole impatto sull’ambiente, soprattutto se indoor.

Siamo per questo in netto contrasto alla coltivazione indoor, che per quanto controllata ed automatizzata ha un impatto ambientale estremamente negativo e molto poco naturale anche se spacciato per Bio

A livello pratico, dopo un’analisi per stabilire il livello di impoverimento del terreno, l’agricoltura rigenerativa interviene attraverso tre principi di base.

La diversificazione colturale trae origine da tecniche antiche, la rotazione delle colture o l’azione sinergica di più piante amplia il numero delle famiglie botaniche a contatto con il suolo, con l’obiettivo di migliorarne la struttura, grazie all’azione delle radici. Questa pratica stimola l’attività biologica nel suolo e migliora la fertilità, grazie a questo si limita l’uso di fitofarmaci e ci si può concentrare su favorire l’impiego principi attivi eco-compatibili.

La riduzione delle lavorazioni meccaniche, altro aspetto è diminuire le lavorazioni sul terreno, proteggendo così l’habitat biologica degli organismo che popolano il sottosuolo.

Nell’agricoltura rigenerativa, si può arrivare fino all’assenza totale di lavorazione meccanica sui terreni, andando a ridurre notevolmente il lavoro necessario ed i consumi di carburante.

La copertura del suolo, che non va mai lasciato a nudo– si può optare per una pacciamatura di paglia, intorno alla pianta o meglio ancora seminare erbe buone che possano crescerne vicino, in modo da trattenere l’acqua e migliorare la struttura complessiva del terreno, fissando gli elementi nutritivi e la sostanza organica.

Inoltre, possono essere impiegati specifici preparati biologici, per sostenerne la nutrizione, o tecniche tipiche della lotta integrata, per proteggere le piante dai parassiti, come macerati di erbe, come l’ortica che viene strappata e messa a fermentare.

Compost Tea

Agricoltura rigenerativa: i vantaggi

Utilizzando questo approccio agricolo si contribuisce a contrastare il fenomeno del surriscaldamento climatico e sopratutto si generauna relazione duratura con l’ecosistema circostante, una sinergia tra piante che porta numerosi vantaggi, il primo sicuramente è dovuto alla qualità del prodotto, che va oltre il biologico, altri easpetti positivi sono invece:

  • ricostruzione organica e mineralizzazione del suolo, con recupero della fertilità ciclo dopo ciclo
  • assorbimento di anidride carbonica da parte del suolo
  • drastica riduzione delle emissioni e dei consumi dovute alle lavorazioni
  • nessun utilizzo di pesticidi e fertilizzanti chimici
  • riduzione dei costi vivi del ciclo produttivo

Solitamente le rese dei metodi rigenerativi superano quelle dell’agricoltura convenzionale, aspetto fondamentale che sarebbe dimostrato da una ricerca pubblicata su Science e da un altro studio su Global Environmental Change.

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